La Banca Centrale Europea (Bce) invita i paesi ad alto debito (tra cui anche l’Italia) a sistemare i loro conti. Nel complesso, però, il bollettino di Francoforte trova buone ragioni per cui poter parlare di ripresa, anche se l’area euro andrà incontro a una ripresa che rimarrà comunque «di ritmo moderato». Le stime parlano chiaro: per il terzo trimestre dell’anno ci si aspetta una crescita dello 0.3% rispetto al secondo trimestre.

Nel suo bollettino, la Bce elogia poi il Jobs Act definito come una riforma che ha permesso all’Italia di «rinnovare con dinamicità il mercato del lavoro interno».

Complessivamente, però, lo stato dell’occupazione rimane ancora sotto stretta osservazione: «Per quanto ci sia stata una considerevole creazione di posti di lavoro – scrivono gli economisti di Francoforte – ad appena 12 trimestri dal recupero del Pil, è ancora troppo prematuro stabilire se la forte espansione occupazionale rimarrà una caratteristica anche per il lungo periodo».

La Bce coglie anche l’occasione per tornare a parlare di Brexit e del possibile effetto che questa vicenda avrà sull’economia del Continente. Il timore è che la Brexit possa far frenare la domanda interna e in particolare gli investimenti, scenari che comunque, perlomeno fino a questo momento, si sono palesati in misura piuttosto contenuta.

Alberto Mengora