Governo: dopo le cartelle esattoriali, possibile rottamazione anche delle liti tributarie

governo e la rottamazione delle cartelle esattorialiIl governo sta lavorando a un piano di rottamazione delle liti tributarie arretrate, esattamente come ha già fatto con le cartelle esattoriali. L’apertura arriva dal viceministro dell’Economia Luigi Casero, intervenendo all’apertura dell’anno giudiziario. «Per l’abbattimento dell’arretrato stiamo valutando una definizione delle liti pendenti sulla base dei principi della rottamazione delle cartelle esattoriali», ha detto.

Una eventuale rottamazione delle liti pendenti porterebbe una boccata d’ossigeno nell’ingolfata macchina della giustizia. Gli italiani e il Fisco sono infatti contrapposti in liti che riguardano tasse e affini per un valore di 32 miliardi di euro. O almeno questo è il numero relativo all’anno 2016 (in leggero calo rispetto ai 34 miliardi del 2015).

In calo anche il numero di nuove cause (-1% nelle sezioni regionali e -13% nelle provinciali). Si conferma invece un aumento del valore medio dei giudizi, ora di 112.363 euro per quelli di competenza delle corti provinciali e di 194.101 per quelle regionali.

Un segnale da allarme in questo senso è stato lanciato dal presidente della Corte di Cassazione Giovanni Canzio, che non ha potuto fare a meno di sottolineare come sull’organismo pesi «il macigno di 50mila liti con il Fisco», che spesso e volentieri si rivelano anche «di scarsissimo valore». La Giustizia insomma non nutre dubbi: un intervento di rottamazione da parte del governo sarà ben visto, soprattutto perché eviterà «la deriva di una Cassazione civile che diventi di fatto solo tributaria».

Alberto Mengora