Il mercato del lavoro ha perso 3.6 milioni di persone con meno di 35 anni: se prima erano quasi 9 milioni, oggi giorno sono poco più di 5.

Gli over 45 invece sono aumentati di 4.2 milioni di unità, mentre i lavoratori di età compresa fra i 55 e i 64 anni sono letteralmente raddoppiati passando da 2 a 4 milioni. L’età media del lavoratore italiano sale così da 38 a 44 anni.

lavoro giovanile a picco

Secondo il Fondo Monetario Internazionale, nel 2020 un occupato su cinque, in Italia, avrà un’età compresa fra i 55 e i 64 anni; la stima si aggraverebbe per il 2025, con una percentuale di lavoratori over 55 che dovrebbe sfiorare il 25%. 

Insomma, un dato è certo: i lavoratori italiani sono sempre più vecchi. Come dimostra un’indagine presentata dal Corriere della Sera e basata su rilevazioni Istat, dal 2008 l’età media dei 21-22 milioni di lavoratori italiani è aumentata di sei mesi l’anno. Solo il Jobs Act ha dato forza all’assunzione dei più giovani, anche se gli effetti non si sono rivelati tanto forti da invertire la rotta.

Tutto ciò si riversa anche sulla produttività stessa, tanto che uno studio del Fmi pubblicato lo scorso dicembre rivela che l’Italia, così come la Grecia, è il Paese in cui l’invecchiamento della popolazione attiva farà diminuire sempre più la produttività, erodendo la capacità di produrre valore.

Antonio Osso