Una nota congiunta pubblicata dal Ministero del Lavoro, Istat, Inps e Inail traccia un bilancio sulla situazione occupazionale in Italia. La nota chiarisce che «l’insieme dei dati provenienti da fonti diverse mette in luce che nel terzo trimestre del 2016 il livello dell’occupazione è cresciuto su base annua e si è stabilizzato su base congiunturale», cioè prendendo come riferimento la variazione sul secondo periodo dell’anno.

Occupazione in crescita, ma i contratti stabili sono sempre menoPer quel che riguarda il lavoro dipendente, ad oggi si possono censire 543mila posti di lavoro in più rispetto allo stesso periodo del 2015, con un sensibile incremento delle posizioni lavorative a tempo indeterminato.

Come si intuiva già da tempo, però, la spinta del lavoro stabile si sta comunque avviando verso l’esaurimento: il saldo positivo rilevato nel terzo trimestre è di 93mila posti di lavoro in più, ma «l’aumento congiunturale delle nuove posizioni lavorative dipendenti è frutto di contratti a tempo indeterminato solo per 10mila posizioni, mentre le altre 83mila posizioni sono state aperte con contratto a termine».

Verso la stessa direzione si muove l’occupazione giovanile. Nel terzo trimestre, nella fascia di età compresa tra i 15 e i 34 anni, infatti, si registrano 55mila occupati in meno. Meglio invece il tasso di occupazione per gli adulti, che sale soprattutto tra gli over 50 (altro anello debole del mercato del lavoro).

Antonio Osso